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giovedì, ottobre 16, 2008

Stamattina aprendo la finestra un angelo mi ha chiesto cosa mi auguravo per oggi.
Gli ho risposto di prendersi cura della persona che legge questo sms e della sua famiglia. Gli angeli esistono e quando non hanno le ali si chiamano amici.
Mandalo a 7 angeli e alle 21,45 ti arriverà qualcosa di buono.
Questo è il sms che mi ha mandato un amico oggi.
Ovviamente mi ha fatto piacere.
Ovviamente non ho mandato un bel niente.
Ovviamente non è successo un cazzo di buono.
Ovviamente li angeli non esistono, però è ovvio che qualcuno ha passato il mio indirizzo alla sfiga da un pezzo...
Fncl.
giovedì, ottobre 09, 2008
BEATA LEI

Mi hanno riferito di un'intervista alla Gregoraci, quella che ha sposato Briatore per intenderci, la quale ha così descritto la propria giornata tipo a Londra, dove abita ora insieme al neomarito:
- sveglia presto, alle 8
- 3 ore di lezione di inglese
- ritorno a casa e pranzo con maritino
- passeggiata con il cane
- uscita serale a cena da amici o mondanità varie
L'elenco qui sopra è stato dalla sig.ra Briatore definito come una vita semplice, normale. NORMALE????
Qualcuno le spiega per favore che la gente NORMALE non vive nemmeno lontamemte così?
Però, però...adesso che ci penso...dai blog che leggo in giro, gente che non ha un beato c***o da fare ce n'è, gente che si permette la palestra 5 giorni a settimana, che perde i giorni e le ore a disquisire del nulla, a battibeccare sull'aria fritta, che parla di viaggi, cene, uscite, cazzeggio, ecc.
Sarò invidiosa, ma la mia vita è lontanissima anche solo dalla pallida imitazione di tutto ciò. In questo periodo poi...cioè, periodo, se ci penso mica lo so da quanto dura il "periodo", probabilmente dal giorno in cui ho iniziato a lavorare. Lavorare per davvero, 8 ore al giorno, mica il cazzeggio che sento in giro, gente che finisce di lavorare alle 3, alle 4 e si lamenta pure.
Quando non avevo figli, dopo la giornata in ufficio frequentavo un corso di aggiornamento serale, 3 ore, 5 giorni alla settimana, quando avevo famiglia non andavo a letto mai prima della una. Oggi anche le due o le tre e non faccio nemmeno un quarto di quello che vorrei e se mollo un attimo, se abbasso la guardia, mi ritrovo ad affogare sommersa di cose.
Lavoro anche ora, con la tv accesa e un paio di chat aperte così per farmi compagnia, ma non le seguo tanto perchè perdono tempo a parlare di nulla o quasi, a giocare. Fantascienza.
Mah...forse non ho capito niente, ma passato il momento-carriera mi sento più rilassata e pronta a scelte diverse, ho voglia di un po' di tranquillità per sperimentare cose nuove, avere più tempo per fare le cose che mi interessano invece di quelle che devo fare. Un obiettivo che sembrerebbe tutto sommato modesto, ma che invece è così lontano da sembrare un miraggio e io mica lo so se ho ancora voglia di aspettare.
domenica, settembre 28, 2008
CIAO PAUL

domenica, luglio 06, 2008
CONVERGENZE PARALLELE

Così si esprimeva un noto leader poltico negli anni '70 o giù di lì, non ho voglia di controllare su Google e nemmeno mi interessa ricordarne il nome.
Ciò che mi preme invece rubare è il senso di qualcosa che dovrebbe o potrebbe sovrapporsi, allinearsi, convergere, e invece non lo fa. Pervicacemente disassate le due linee, quella della vita vera e quella della vita desiderata, si incrociano all'impazzata come i flussi di energia dei Ghost Buster senza peraltro restare sincrone che per pochi attimi, giusto il tempo di un flash, di prendere fiato e poi via, di nuovo a danzare senza controllo puntando chissà dove.
Non mi pare di chiedere molto, in fondo la mia linea ideale è qualcosa di normale, standard, omologato, niente di esotico o stravagante. E' chiedere troppo?
Sembrerebbe proprio di sì. Almeno a giudicare dai fatti, dalla fatica che occorre per stare in equilibrio contemporaneamente su due tavole da surf, un piede di qui e uno di là nello sforzo impossibile di unire le estremità e andare dritta. E allora più che il destino potè il mestiere e il salto a piè pari sulla linea dei desideri è compiuto, la corsa inebriante, l'adrenalina è nettare che scende in ogni fibra e fa stare bene come solo l'essere al posto giusto nel modo giusto sa dare.
E' un esercizio di forza necessario, una dimensione obbligata da frequentare ogni tanto per poter sopravvivere, per non dimenticare come dovrebbe essere, come vorrei che fosse e invece non è.
E' anche una prova faticosa perchè chiede un prezzo alto, perchè il ritorno alla consueta distonia rende ancora più chiara la distanza e probabilmente l'eterna irraggiungibilità della mia meta. Ma provare è vitale quanto uscire dall'acqua a respirare mentre nuoti.
Altrimenti si affoga.
martedì, luglio 01, 2008
BILANCI

Motivazioni. Ecco, mi mancano motivazioni. Esaurite, finite ancora prima dei saldi di stagione. Mi guardo indietro e sono ferma, anzi no, forse è il mondo che è andato avanti.
Motivazioni cercasi. Ma anche no.
giovedì, giugno 19, 2008
UNA GIORNATA SERENA

Tartine, lume di candela, spaghetti con i gamberi, rose.
Mica male tornare a casa e trovare questa accoglienza.
In fondo poco importa se le tartine sono quelle del supermercato, la candela è il lavoretto natalizio dell'asilo di tuo figlio che ora guida la macchina, gli spaghetti sono bucatini insipidi conditi con i gamberetti in scatola, le rose sono state tagliate dal cespuglio sul terrazzo e su tutto, in casa, prevale un odore di aglio bruciato da richiamare i pompieri, quello che conta è il pensiero.
E' stata una giornata serena, sono arrivata a tavola pronta e tutti hanno pensato a me. Sono uomini, più di tanto non si può pretendere ma mi ha fatto piacere lo spirito con cui tutto è stato fatto.
E poi oggi era il mio compleanno e le rose hanno un profumo delizioso.
domenica, aprile 27, 2008
L'AQUILA

Il maestoso pennuto stava appoggiato sullo sperone di roccia a picco sulla valle. Da là si vedeva il panorama meglio che da qualsiasi altro posto. L'aquila era abituata starsene da sola, anche se apprezzava di quando in quando la compagnia di altri pennuti suoi simili. Non che accadesse spesso, ma quando si verificava l'eventualità, si trattava sempre di periodi in cui la compagnia del nuovo arrivato era così continuativa e intensa da creare una sintonia perfetta, un'armonia speciale.
Per la verità non si trattava di amicizie, le aquile non hanno amici, era più una sorta di training perchè all'aquila piaceva insegnare a volare agli aquilotti, magari migliorando il volo di quelli già cresciuti, inducendoli a credere in se stessi, convincendoli che avrebbero potuto volare bene come lei e anche meglio, senza grossi sforzi.
L'aquila era sempre molto divertita dall'ammirazione che suscitava negli altri pennuti, chissà perchè ai loro occhi appariva così sicura e perfetta, mentre in realtà era un animale come tutti gli altri, con tutti i limiti e i difetti del caso. Se il suo volo dal basso appariva magico e regale, era solo perchè controluce nessuno poteva notare le penne un po' sciupate, il bianco del collo meno candido, le zampe più rugose di quello che si sarebbe immaginato. Certo, stagliata nella luce del tramonto, sembrava l'essere più sicuro del pianeta, temuta dai nemici, rispettata dagli altri, ma nessuno conosceva davvero i suoi pensieri.
I suoi aquilotti volavano lontano e lei spesso non ne sapeva più nulla, anche se dentro di sè era certa che niente avrebbe mai più impedito loro di volare alto. Questo pensiero la confortava e le bastava. Non aveva bisogno di affezionarsi, sapeva per esperienza che gli aquilotti non sarebbero rimasti, che erano destinati ad altri cieli e per quanto il rapporto che si creava con loro fosse spesso così speciale da somigliare a un sentimento, l'aquila sapeva che si trattava di altro. Spesso riconoscenza, talvolta complicità, raramente affetto, ma era transitorio e l'aquila aveva imparato da tempo a non confondere l'entusiasmo e la ritrovata fiducia dei suoi allievi con l'amicizia.
Li accompagnava, li guidava, li esortava talvolta fino a strapazzarli se tentennavano, se la fiducia in se stessi veniva meno, dava loro dei gran colpi di becco se li trovava a piangersi addosso e li spingeva giù dal dirupo perchè fossero obbligati a spiegare le ali e convincersi di saper volare. Non aveva nemmeno un fallimento da rimproverarsi. Tutti i suoi aquilotti, chi più chi meno, volavano, e volavano alla grande. Qualcuno si era accontentato di piccoli cieli, altri viaggiavano convinti verso grandi orizzonti, ma tutti senza eccezioni si libravano dominando la forza di gravità con maestria e questa era la soddisfazione più grande per l'aquila.
Sovente, appena prima della sera, si poteva scorgere il profilo dell'aquila stagliato contro il cielo arancio, immobile sullo sperone di roccia a scrutare chissà cosa. Controlla il territorio, pensava qualcuno, aspetta le prede, sostenevano altri, si riposa, concludeva qualcun'altro. Nessuno immaginava che l'aquila ,da lassù, stava semplicemendo cercando il prossimo aquilotto in difficoltà da prendere sotto la sua grande ala per il tempo che sarebbe stato necessario.
L'aquila era sola e sola sarebbe rimasta fino alla fine, non si aspettava nè chiedeva niente in cambio.Nessuno dei suoi aquilotti sarebbe venuto in suo aiuto quando fosse stata vecchia e malata ma questo era un pensiero che non la turbava. Non avrebbe sopportato comunque la pietà degli altri. Lei era l'aquila e volava alto sopra tuttto e tutti e nessuno conosceva davvero i suoi pensieri.
venerdì, aprile 11, 2008
CAT-ZEGGIO

Oggi in un sito animalista, ho letto il modulo di controllo preadozione di cani, che viene sottoposto a chi vuole prendere un animale domestico e mi è venuta spontanea questa demenziale (ma mica poi tanto) rivisitazione in chiave umana
Eccolo... (l'originale qui)
Ciao UGO, so che hai deciso di FIDANZARTI,
Riesci a dirmi dove e quando voi potresti fare una chiacchierata, nel
frattempo mi compili il modulo sotto, così ho i tuoi dati?
Grazie infinite,
- Luogo di residenza, indirizzo completo, con provincia, e lista dei
beni mobili e immobili posseduti:
- Nome e cognome di chi si intesterà i beni di famiglia:
- Come sarà composta la famiglia?
- Hai già bambini o futuri suoceri anziani? Se sì di che età?
- Hai animali?
- Ci sono mai stati casi di divorzio in famiglia ?
- Hai già avuto una moglie?
- Che fine ha fatto?
- Da dove nasce il desiderio di fidanzarti di nuovo?
- Che carattere vorresti, potendolo scegliere, la tua nuova
fidanzata?
E il sesso?
- Dove starà la fidanzata? A casa tua o casa sua?
- Dove dormirà la fidanzata? A casa tua o casa sua?
- Hai tempo da dedicargli?
- Quante ore starà sola durante la giornata?
- Quante volte pensi di portarla fuori alla settimana?
- Se andate in vacanza dove la porterai?
- Lascerai un telefono sia fisso che mobile perchè lei ti possa
contattare sempre e dovunque?
- Ci sono beautyfarm in zona?
- Sei favorevole alla procreazione?
- Ci sono dei comportamenti OBBLIGATORI DA OSSERVARE CON UNA
FIDANZATA: regali ai compleanni, anniversari e feste comandate,
accompagnamento durante i saldi di fine stagione, bouquet di fiori di
quando in quando come omaggio alla sua squisita femminilità, ascolto
paziente dei suoi drammi interiori circa l'inquietante problema del
"non ho niente da mettermi" a ogni cambio di stagione, prestito ad
libitum della TUA carta di credito (minimo gold), duplicato delle
chiavi della TUA automobile, ecc.
- Hai già un gioielliere di fiducia?
- Le donne, nel corso della vita, si sciupano e possono andare
incontro a depressione, siete disposti a spendere i soldi necessari
per il chirurgo estetico?
- Gli uomini naturalmente devono essere educati, avrai la pazienza di
accettare i saggi consigli della tua fidanzata che cercherà con
infinito spirito di abnegazione di insegnarti alcune regole di base?
- Le donne sono perennemente a dieta e devono mangiare cibo
specifico,
hamburger e carbonara tutte le sere non vanno bene, siete disposti a
passare dal vostro abituale menù colesterolico alle polpette di soia
rigorosamente non transgenica?
- Le donne non sono giocattoli, se vengono trascurate o peggio
trattate male mordono e spesso divorziano, trafsormandosi da angeli
del focolare in demoni assetati di sangue, ne siete consapevoli?
- Sarà fatto firmare modulo di fidanzamento, dove vi impegnerete a
tenerlo adeguatamente e si faranno controlli successivi all'evento...
è un problema?
- Qualora non voleste più la donna che avete accanto, non potete
chiamare proprio nessuno, nè tantomeno rivolgervi a questa
associazione, ne siete consapevoli?
martedì, aprile 08, 2008
DAGLI APPENNINI ALLE ANDE (o giù di lì)

Arancini di riso, seppie fritte, focaccia dolce alla fragole.
Questo il menù di questa sera al corso che ha anche previsto, ovviamente, la preparazione della salsa di pomodoro e del ragù, nonchè di una salsina alle cipolle originaria del Sudamerica che era uno spettacolo!
Ma andiamo con ordine.
ARANCINI DI RISO
Piatto siciliano che credo di aver assaggiato una sola volta nella mia vita e che, francamente, non mi fa impazzire. Quelli di stasera tuttavia erano gradevoli e per un buffet o un brunch li prenderei certamente in considerazione.
Si parte dalla preparazione di un ragù di carne, classico soffrittino carote-sedano-carote a cui si aggiunge la carne trita fatta rosolare con solo olio in una padella a parte. Si unisce la passata e si fa cuocere per un po', l'ideale sarebbero almeno un paio d'ore a fuoco lentissimo, ma se la quantità è poca può bastare anche molto meno.
In un altra pentola si prepara il brodo vegetale per il risotto, sempre con cipolla sedano e carota ma con una particolarità: la cipolla la si fa abbrustolire, tagliata in due pezzi, in un padellino antiaderente prima di unirla al brodo. Perchè? Perchè così facendo colora il brodo di un bel colore dorato!
Dicevamo, risotto allo zafferano nel modo tradizionale avendo cura di tenerlo più denso rispetto al solito. Si fa raffreddare e poi si fanno delle mezze palline al cui centro si mette un cucchiaino di ragù e un paio di cubetti di formaggio, si richiude con altro riso e si comprime con le mani fino a ottenere una pallina delle dimensioni di una piccola arancia. Si rotola la palla nella farina, nell'uovo sbattuto e bene bene nel pan grattato. Si frigge poi in olio bollente e si serve con uno spaghetto spezzato come picciolo e una piccola foglia di alloro. Si guarnisce il piatto con un po' di salsa di pomodoro.
SEPPIE FRITTE
Lavare e pulire le seppie (anche congelate), tagliarle a striscioline e passarle velocemente nella farina di grano duro (non la 00). Passare le striscioline di seppie in un colino per setacciare la farina in eccesso e poi friggerle poi in olio bollente. Scolare su carta assorbente e accompagnare con una salsina composta da cipolle rosse tagliate a julienne (eventualmente sciacquate velocemente sotto l'acqua corrente per addolcirle un po') e condite con succo di limone, sale, olio e prezzemolo o coriandolo. Provare per credere!
FOCACCIA DOLCE ALLE FRAGOLE
Soffice, delicato e semplicissimo dolce che si presenta come una focaccia salata, ma non lo è.
Per una teglia da forno intera occorrono circa 4 o 5 uova che vanno pesate con il guscio. Lo stesso peso andrà previsto per farina, zucchero e burro e si procede così.
Montare molto, molto bene il burro ammorbidito con lo zucchero finchè diventa spumoso, aggiungere due per volta le uova intere non sbattute e la farina mescolata a mezza bustina di lievito e una di vanillina. Lavorare il tutto molto bene e poi con una spatola spalmare il composto sul fondo di una teglia foderata con cartaforno. Adagiarvi sopra le fragole tagliate a fette spesse, lasciando un po' di spazio tra una e l'altra e infornare per circa 20' a 170°. Spolverizzare di zucchero al velo e servire tiepida o fredda.
Perfetto con le ciliege snocciolate, questo dolce si può fare con quasi tutta la frutta, con l'unica avvertenza di moderare la quantità di quella molto ricca di acqua, distanziandola e non premendola nell'impasto.
Dalla Sicilia degli arancini, alla focaccia dell'Alto Adige passando per il ragù alla bolognese e il Sudamerica, un giro gastronomico niente male. Se poi volete esagerare, accompagnate il tutto con un Muller Turgau fresco di frigo, come abbiamo fatto noi per premiarci dei risultati raggiunti!
martedì, marzo 18, 2008
UPDATE!!
REMI' HA TROVATO CASA E UN'AFFETTUOSA COMPAGNA UMANA CON CUI DIVIDERE L'ESISTENZA!
frrrrrrrrrrrrr.... sono molto felice :-)
Ricevo dalle volontarie e volentieri pubblico.
Ragazzi conto su di voi, datevi da fare, so che potete fare molto di più di quel che credete. Troviamo una casa a questa creatura, da
Riprovo... Chiedo massima diffusione via email e qualunque sito, myspace, blog e tutto ciò che vi viene in mente!
Alcune persone ma niente di concreto... Sembrava di aver trovato ma solo illusione, una persona (anche volontaria) che diceva tutti d'accordo e invece a casa non sapevano nulla e ovvio adozione vietata...
... Qualche persona molto fuori zona rispetto a me e non posso proprio seguirlo fuori zona...
... Qualcun'altro con una situazione non idonea e...
Remì cerca ancora una famiglia!
Qualche giorno fa ho varcato la soglia di un ambulatorio veterinario, sono andata a trovare Remì, non me la sono sentita di riportarlo in colonia dopo che la famiglia che lo aveva adottato ha deciso di non tenerlo più. Mille frasi dette ma alla fine sono emersi dei problemi familiari così non l'hanno più potuto tenere nonostante le buone intenzioni. Passiamo oltre.
Entro e vedo questi occhioni dolcissimi, un atteggiamento del tipo "sto bene sulla mia copertina, nel mio angolino, sono timidissimo ma se mi prendi in braccio non ti soffio ma non rifiuto le coccole e te lo dimostro facendo le fusa come un trattore dopo un micro secondo."
Il suo pelo è bellissimo, un color crema stupendo, altrochè quando viveva al freddo e al gelo!
Arrivando dalla nuova dott abbiamo fatto il richiamo della vaccinazione così tutti i "tagliandi" sono a posto, è sano, spulciato, sverminato, sterilizzato, FIV/FELV negativo.
E' lì che guarda con i suoi occhioni, dolce e timido e mi piange il cuore sapere che la sua casa è un gabbiottone di uno studio veterinario. Remì meriterebbe una famiglia...
Cerca una casa con una persona molto paziente, è un gatto timido ma non rifiuta le coccole, non soffia, non sporca fuori dalla lettiera, non graffia... insomma un gatto da adottare con tanto di pazienza ma con amore.
L'adozione di un gatto adulto dona moltissima soddisfazione perchè lo salvi da una situazione di grande bisogno, non è la "solita adozione" di un cucciolo, ma un'adozione del cuore e questo cerca Remì, il nostro bel gattone color crema. Ha 3 anni ma uno sguardo delizioso e non si stanca mai di essere accarezzato.
L'ambulatorio (il più vicino che abbiamo trovato per evitargli un altro viaggio) può ospitarlo fino al 21 marzo quindi chi vuole adottarlo si faccia avanti per questo "SI " che inseguiamo da mesi. Sono certa che sulla faccia della Terra esiste qualcuno che è la metà umana di Remì!
Zona di Adozione: Pavia, Milano e province.
Solo persone amanti degli animali, disponibili a firmare un documento di adozione, a visite pre e post adozione per permettermi di seguirlo al meglio.
Per info e Adozione:
Oppure visitare il sito alla pagina delle adozioni dei gatti, scaricare il questionario conoscitivo per l'adozione di Remì e restituirlo il prima possibile all'indirizzo email qui sopra indicato.
Mery Guarischi, Delegata Sezione OIPA Pavia
Se non puoi adottare Remì, ADOTTALO a distanza per aiutarmi a pagare tutte le spese veterinarie e della sua ospitalità!
NON CI SONO PIU' LE MASSAIE DI UNA VOLTA....

Un uovo ogni etto di farina, un pizzico di sale, un cucchiaio di olio extravergine.
Ecco in pratica la ricetta per la sfoglia sarebbe tutta qui, ovviamente senza considerare il quintale di olio di gomito necessario a tirare la pasta come si deve. Stasera infatti, per chi non avesse capito, ho colmato una mia incolpevole lacuna. Incolpevole perchè non sono cresciuta in una casa dove le donne tiravano la sfoglia la domenica. Mia nonna, discreta cuoca, soffriva di fegato e doveva evitare la pasta all'uovo come la peste. Mia mamma, di conseguenza, oltre a non aver mai sviluppato una vera passione per la cucina, non mi ha trasmesso nessuna particolare ricetta segreta di famiglia, e mi verrebbe da aggiungere purtroppo.
Diverso invece quando andavo a casa della mia amica Nadia, figlia di genitori romagnoli, con una madre che mentre bolliva l'acqua tirava la sfoglia e buttava lì le tagliatelle per tutti come se niente fosse. La guardavo affascinata mentre impastava, scostandosi ogni tanto le ciocche di capelli neri dagli occhi con l'avambraccio. Prendeva la farina da un grosso sacco di carta bianca, una cosa che non avevo mai visto in casa mia e poi rompeva le uova, quelle che mandavano dal paese, l'acqua, il sale e le sue mani si muovevano veloci mentre il mattarello, lungo e sottile, volava sul tavolo di formica bianco e in pochi minuti le taglietelle pendevano dalla spalliera della sedia di legno, pronte ad esser tuffate in acqua e condite.
Stasera ho pensato a lei mentre litigavo con un impasto che sembrava vulcanizzato tanto era tosto. Sarà che io ho poca forza nelle braccia, sarà che mi manca la tecnica, sarà quello che volete, ma per tirare quei 200 grammi di farina ho faticato parecchio! Due diversi impasti, solo con rosso d'uovo e con tuorlo e albume insieme. Una ventina di minuti di frigo e poi vai di olio di gomito sotto l'occhio divertito del nostro chef.
Ho imparato così che l'impasto con uovo intero è più leggero, un po' più duretto da tirare, più asciutto e quindi più adatto all'utilizzo della macchina per la pasta, meno calorico, rispetto a quello con solo rosso, che rimane più facile da stendere ma assai più ricco di colesterolo e certamente più costoso. E che entrambi gli impasti richiedono un sugo piuttosto liquido, perfetto quello di selvaggina, che deve avvolgere la sfoglia ridotta a tagliolini o pappardelle, rigorosamente tagliate a mano.
Ovviamente da lì a cappelletti, agnolotti, mezze lune, ravioli ecc. il passo è breve. Un po' complesso farli, ma è tutta questione di pratica, abitudine, arte. Tutte cose che si vanno perdendo perchè inconciliabili con la vita di oggi.
Peccato però.
venerdì, marzo 14, 2008
UN GATTO IN CASA RIDUCE I RISCHI DI INFARTO

Lo rivela una ricerca dell'Università del Minnesota su oltre 4 mila cittadini: meno stress chi ha un pet in casa
Un cucciolo sarà una responsabilità e qualche volta un fastidio, ma ripaga ampiamente gli sforzi per curarlo: secondo una ricerca durata dieci anni, infatti, un gattino in casa riduce il rischio di infarto di almeno un terzo. L'indagine, condotta su 4mila cittadini statunitensi, è stata presentata al congresso dell'American Stroke association a New Orleans.
LO STUDIO - I ricercatori dell'università del Minnesota hanno utilizzato i dati di un grande studio sulla salute effettuato dal governo americano negli anni '80, isolando 4.235 soggetti tra i 30 e i 75 anni di cui 2.235 avevano un gatto in casa mentre 2.000 non avevano animali. Analizzando le cause di morte nei 10 anni successivi, è emerso che la probabilità dei soggetti studiati di avere un attacco di cuore era inferiore del 30% in chi possedeva un animaletto.
BENEFICI ANTI-STRESS - «Gli effetti dello stress e dell'ansia sui danni cardiovascolari sono noti - spiega Adnan Qureshi, autore della ricerca - e gli animali domestici offrono molti benefici nel contrastarli». Lo studio ha riguardato i gatti, ma secondo Qureshi, possessore di un felino di nome Ninja, l'effetto è lo stesso anche per i cani: «Abbiamo dovuto escludere i cani perchè non avevamo abbastanza soggetti - spiega il ricercatore - ma sono convinto che non ci siano molte differenze».
(fonte: www.corriere.it)
giovedì, marzo 13, 2008
SEMBRA FACILE.....

Come si taglia un patata?
Per me che cucino da una vita, oltre che per evidenti necessità familiari anche per piacere, fa un certo effetto sentirsi insegnare come si taglia una patata o una carota, e non certo per lesa maestà, quanto piuttosto per la presa di coscienza di quanto c'è sempre da imparare in ogni campo, anche quelli apparentemente più semplici come, appunto, preparare una patata.
In realtà ci sono molti modi di approcciare il suddetto tubero, diversi a seconda dell'utilizzo che ne dovrò fare e così si spazia dalla "botticella", alla "mascotte", al "castello" ecc. Che sembra niente ma provate voi a tagliare una patata ricavandone un solido a otto facce che stia in piedi e che sia suddivisibile in sei spicchi, che possono poi ulteriormente rifilati per essere fritti, o a fare i fiammiferi o addirittura la paglia che, fritta in modo adeguato, si intreccia a formare simpatici cestini che possono essere usati per coreografiche presentazioni!
Il tutto usando solo e rigorosamente i coltelli da cucina, mica l'insieme dei trita-frulla-impasta-forcaedisfa che uso io! Il coltellone che si chiama "trinciante" e quello più piccolo, "l'economo", praticamente il passpartout della cucina. Non è facile recuperare la manualità per preparare le carote a julienne in questo modo, ma dopo qualche tentativo il risultato è accettabile, il resto verrà.
Curioso però scoprire che anche il trito per soffritto ha le sue leggi. E che le patate da friggere vanno tenute in acqua per 20 minuti a perdere l'amido, e chi lo sapeva? E che le zucchine a barchetta, o a fiammifero o le cipolle ammollate nel latte si possono friggere per ottenere gustosi contorni.
Insomma un mondo che che credevo di conoscere almeno un pochino mi sta aprendo porte su nuovi mondi che si configurano come scatole cinesi. Per ora posso solo percepire quello che ci sarà oltre e la cosa mi solletica come non mai.
domenica, marzo 09, 2008
100!

giovedì, marzo 06, 2008
E VIA VERSO NUOVE AVVENTURE...

Minestra all'italiana, minestrone, creme, passate, vellutate, zuppe e consommè, questa è la classificazione ufficiale dei primi piatti diciamo così "liquidi" della cucina italiana, l'unica al mondo che divide le portate in antipasti, primi, secondi e dolci.
L'amido contenuto nei cibi si aggrega solo se l'alimento che lo contiene viene portato a ebollizione.
Le scaloppine si cuocciono nell'olio e solo a cottura finita si aggiunge la noce di burro che le rende cremose mantenendole comunque digeribili.
E' preferibile una cottura più lenta a calore moderato a una rapida a temperatura più elevata, perchè in questo modo si mantengono meglio i principi nutritivi e i sapori.
Ecco alcune delle cose che ho imparato stasera alla prima lezione del corso di cucina. In effetti mi mancava un altro po' di tempo impegnato.
Tra lavoro, gatti, famiglia, hobby ecc avevo giusto qualche ora notturna da dedicare ad altro.
A volte mi chiedo come mi vengano certe idee ma evidentemente sono recidiva perchè mediamente ogni due anni frequento un corso, anche se questa è la prima volta che scelgo qualcosa non inerente il lavoro.
E quindi come da programma, dandomi della matta da sola, mi sono buttata anche in questa nuova avventura e stasera ho seguito la prima lezione. Impegno previsto: due volte a settimana dalle 18,30 alle 22, che dopo una giornata di lavoro non sono uno scherzo.
Dovrò persino comprarmi la divisa: giacca, pantaloni, scarpe, grembiule e soprattutto cappello. 
Sull'onda dell'euforia mi iscrivo a un corso entusiasta e poi, al momento di cominciare vengo assalita da mille dubbi, mi dico machimelofafare, non ce la faccio, sono troppo stanca, non ho tempo, vado solo oggi e poi mollo e via di questo passo. Ma poi, una volta seduta di nuovo in un banco di scuola mi immergo, mi rilasso, mi diverto e mi scopro attenta e più presente del previsto. In una parola mi diverto come una matta e penso: ma quanto mi piace imparare!
martedì, febbraio 26, 2008
QUASIMODO CERCA CASA

Quasimodo viveva in strada e lì ha subito diversi incidenti e maltrattamenti dai quali si è curato da solo. Lui è stato più forte delle avversità e della cattiveria umana ma il suo corpo ne porta i segni. Il musetto, la coda, le zampine e il bacino ne hanno risentito maggiormente. Malgrado tutto il male che ha ricevuto dall'essere umana è di una dolcezza infinita, un coccolone incredibile che aspetta con ansia il momento delle carezze... dovreste sentire le sue fusa!
E' una tristezza vederlo in gabbia e speriamo che qualcuno chiami al più presto per lui. Quasimodo è un gatto giovane, è stato sterilizzato, testato fiv e felv ed è negativo, ha poco meno di 1 anno e mezzo. Lui non è un micio da sfilata ma credetici la sua dolcezza vi conquisterà. E' un gatto speciale che cerca una famiglia che sia in grado di amarlo e di andare oltre le sue imperfezioni che a dire il vero lo rendono ancora più dolce e tenero.
Non merita una vita in gabbia solo perchè non è un micio da esposizione no?
E' richiesto controllo pre-affido, firma documento di adozione e disponibilità a tenersi in contatto con noi dopo l'adozione. Si trova a Livorno ma è adottabile a Torino e provincia e Milano e provincia, consegna a domicilio senza problemi.
lunedì, febbraio 25, 2008
ALTALENE

Alti e bassi. Molto bassi.
Alternare estenuante tra speranze e delusioni, la vista del baratro e quella della terra ferma.
Nuvole che si addensano a coprire ogni cosa e poi improvvisamente si diradano per mostrare il sole, giusto un momento prima dello schianto.
Faticoso, quasi insostenibile ritmo che ultimamente sembra aver accelerato, come i treni impazziti dei film di suspance dove solo all'ultimo si rivela l'invenzione, il modo fortuito di fermare il convoglio e salvare i passeggeri. Nella mia vita però manca l'eroe o forse non si è ancora rivelato.
E nel frattempo io oscillo, aumentando in progressione l'ampiezza della curva disegnata nell'aria, quasi a sfiorare il sostegno in alto, quasi a toccarlo. Invece vorrei scendere, smettere di dondolare in questo modo ossessivo, continuamente illusa di poter fermarmi e continuamente spinta a proseguire.
Mi sento liofilizzata e comincio anche ad avere un po' di nausea... I sensi perennemente all'erta, per cogliere anche il più piccolo segnale olfattivo, visivo, percettivo in grado di darmi la concreta certezza del rallentamento. Un'iperattività esasperata, maniacale, quasi scaramantica nei confronti di ogni piccolo gesto, azione, pensiero. Surplace alla lunga insostenibile.
Adrenalina che scorre e scatena invenzioni e idee come solo le situazioni estreme sanno fare, energia che ubriaca e stordisce improvvisa e che poi lascia esauriti quando molla la presa.
Altalena da troppo. Voglia di aprire le mani e volare via, ma nonostante tutto la presa resta salda, anche quando sembro un drappo agitato dal vento.
venerdì, febbraio 22, 2008
NON COMPLEANNO

E' il tuo compleanno oggi.
Festeggeremo alla grande, come si è sempre fatto nella nostra famiglia anche per occasioni meno importanti.
Non andremo al ristorante, non è mai stato nelle nostre abitudini. Abbiamo sempre festeggiato in casa, tra noi, preparando tutti qualcosa, spandendo nell'aria agitazione e un allegro fermento come fosse sempre Natale. Ho sempre pensato che la casa offra più intimità, più libertà, più calore. I muri si impregnano degli umori delle feste, delle risate, dei fumi della cucina, di vita vissuta insomma, restituendo poi nel tempo calore, sicurezza, familiarità, benessere, in una parola: ricordi.
Nonostante gli anni, fisicamente non sei molto cambiato, almeno a me non pare, i capelli ormai completamente bianchi, la solita pancetta, forse il passo un po' più lento, forse i riflessi un po' meno brillanti, ma sei sempre stato più fondista che scattista. Metodico, preciso, ordinato. Con un spiccato spirito dell'umorismo, il gusto per la battuta, il piacere della buona tavola, dell'amicizia e della buona compagnia. E l'amore per i bambini, tanto, davvero. Sarà per quello che i tuoi quattro nipoti ti adorano, non solo perchè li vizi oltre ogni decenza, li porti in vacanza al mare e fai loro regali esagerati, ma soprattutto perchè li fai divertire, e si divertono perchè tu ti diverti.
Ricordo ancora quanto ti pavoneggiavi ad andare in giro per il quartiere con il tuo primo nipote, bello come il sole, brillante negli studi, una soddisfazione che farebbe felice ogni nonno. E poi le diavole che hanno dipinto il tuo enorme biglietto di auguri, un'esplosione di colori che testimonia il loro affetto per te., le tre femminucce con le quali hai potuto continuare a fare ciò che facevi con noi, la nostra ideale prosecuzione del tuo progetto di realizzazione femminile, indipendenza e successo.
Sai, le tue battute in dialetto ancora mi fanno ridere, il mio modo di parcheggiare è ancora motivo di ironia e abbiamo persino le stesse idee poitiche!
Ma ricordo anche le nostre piccole grandi antiche incomprensioni, la tua fatica a capire e accettare le mie scelte di figlia irrequieta e anticonformista, il tuo rifiuto su alcune cose, ma anche come il tuo amore e la tua fiducia in me abbiano alla fine prevalso, e io non ti ho deluso anche se di me ti sei certamente perso il meglio.
Oggi festeggeremmo alla grande il tuo ottantesimo compleanno, se tu fossi ancora tra noi.
Invece da 23 anni mi fai compagnia da un portafoto dorato sulla cassettiera. E sembra ieri.
Mi manchi e non posso fare a meno di pensare come sarebbe cambiata la mia, le nostre vite se solo il destino ti avesse concesso di godere almeno un po' del tanto che avevi seminato. Così tanto che i frutti di quel lavoro che tu, mamma e tutti voi dentro i vostri bei portafoto dorati ancora ci aiutano, ci fanno compagnia e ci confortano giorno dopo giorno.
A pensarci bene dovrei ammettere di non aver avuto tanta fortuna a perdervi tutti così presto ma poi, considerando l'immenso patrimonio di amore che ci avete lasciato, non posso pensare che sia del tutto così. Magra consolazione, lo so, sarebbe stato magnifico e perfetto se tutto fosse continuato come 23 anni fa, forse persino ingiusto nei confronti del mondo, ma certamente meritato.
Oggi avresti compiuto 80 anni e avremmo fatto una magnifica festa.
Perciò, ovunque tu sia, buon non compleanno, papà...
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giovedì, febbraio 21, 2008
TREMATE TREMATE LE STREGHE SON TORNATE.
ANZI, NON SE NE SONO MAI ANDATE....

Ora basta.
Ora mi sono stancata.
Visto che in questo bellissimo, maledetto paese dove tutto va alla rovescia e non c'è pace, giustizia, riconoscimento e meno che mai premio per chi si impegna, investe, sopporta incredulo le maldicenze e alla fine, costretto, combatte con la legalità i colpi bassi e le ingiustizie, ora lancio uno dei miei famosi anatemi, te lo sei voluto e per dirlo alla napoletana: "e mo' so' cazzi...."
Schifoso essere intriso di malignità, malafade, falsità e cattiveria, infame, vigliacco, lurido escremento di immondo essere io non ti odio, perchè persino l'odio è sentimento troppo nobile per te che sei così abominevole da non avere sulla terra termine di paragone abbastanza infimo per definirti.
Non ti auguro di crepare perchè sarebbe troppo semplice, auspico invece per te un equo contrappasso.
Ti auguro perciò un anno di tregenda, sofferenze e guai per ogni giorno di pena che mi hai procurato, per ogni momento triste, per ogni volta che i problemi che ci hai dato ci hanno guastato l'atmosfera, reso tesa l'aria, per ogni volta che tutto questo ha generato litigi, distanze e incomprensioni.
Ti auguro un cancro per ogni momento rubato, per ogni volta che per colpa tua non ho fatto l'amore, non ho gustato la cena, per ogni mal di testa o di stomaco, per ogni volta che lo stress mi ha scombinato il metabolismo, rendendomi la vita ancora più difficile.
Ti auguro che ogni cosa a cui tieni ti sia portata via in modo violento, imprevisto, brutale e senza ritorno. Ti auguro che ti caschi il pisello, che nessuna donna ti guardi più, di perdere tutti i soldi, il lavoro e la faccia, che le persone che ancora ti parlano ti ignorino e che tu vada solo e remingo in una terra desolata, senza riparo, certezza o conforto.
Ti auguro rogna, problemi e sfiga massima per ogni attimo di vita che mi hai rubato, per ogni progetto abortito, per ogni momento di futuro negato o solo turbato dalla tua presenza.
Che tu sia maledetto ora e per sempre per ogni secondo di gioia inespressa, tarpata o mutilata a causa tua, per ogni istante di incertezza, per ogni decisione che non ho potuto prendere, per il freno che hai messo alla mia vita, allo slancio di fare, di cambiare, di crescere.
Che tu possa forare tutte e quattro le gomme della macchina in una notte di pioggia su una strada buia e deserta, che tu bagni fin al midollo, che scendendo dalla macchina pesti una cacca di dinosauro, scivoli e ci finisca dentro a faccia in giù, che ti becchi una broncopolmonite di cui gli strascichi ti accompagnino per sempre.
Che ti vada a fuoco la casa, la macchina, l'ufficio, che ti piombino addosso il Parkinson, la lebbra e l'incontinenza, che tu possa inciampare in un filo spinato e restarci appeso per le palle fino al giorno dopo, mentre un branco di negri sieropositivi fanno i loro porci comodi su di te.
Che tu veda tutti i tuoi sogni infranti irreparabilmente, che tutti i tuoi progetti malvagi ti si ritorcano contro centuplicati e che l'intera umanità, da oggi in avanti, si senta in diritto di fotterti in ogni modo possibile.
Che i tuoi affari vadano peggio ogni giorno di più, che tu non abbia scampo da una banda di strozzini albanesi e che soprattutto tu non sfugga alla loro ira.
Che ogni animale di questa terra ti fugga come la peste, a parte le zecche, le vipere e le zanzare tigre, che ogni piccione che abbia mangiato pesante pensi bene di liberarsi sulla tua testa, meglio se sul tuo vestito nuovo, che ti vomitino addosso i topi e gli scarafaggi e che al termine di ciò, tu possa scivolare dentro una vasca di letame maturo.
Che tu possa attraversare la strada in una notte scura e che un pirata della strada ubriaco, senza documenti, in contromano e senza targhe ti travolga lasciandoti a marcire sull'asfalto bagnato, ma non prima di esserti ripassato sopra con tutte e quatttro le ruote in retromarcia, giusto per controllare di non averti mancato.
E infine che il male in persona ti colga e ti colpisca con quanto di peggio esista e che non ho nominato, che il fulmine divino trafigga te e i tuoi degni compari, ma soprattutto che questa maledizione voli leggera e subdola dentro il tuo sonno di bastardo e ti resti appiccicata da oggi e per il resto dei giorni di grama vita che sconterai questa terra.
giovedì, febbraio 07, 2008
UNA INIZIATIVA AMMIREVOLE, MA NON BASTA

Il signor Ernesto è un ammirevole pensionato campano che si è preso la briga di occuparsi di una quarantina di gatti abbandonati ora ospitati in un'appartamento vuoto, ma che non potranno godere ancora molto di questa generosa ospitalità.
La richiesta che fa Ernesto non è soldi, aiuti o altro, ma solo quella di smistare i felini un po' qua e un po' là, perchè quaranta gatti sono tanti, ma presi uno alla volta è più semplice piazzarli. Quindi colonie, comunità, rifugi e natiralmente l'optimo, cioè famiglie adottive, sono invitate a farsi avanti e cercare di accasare questi micioni deliziosi.
Da aggiungere che i gatti, (di cui qui sopra vedete un autorevole esponente), sono tutti piuttosto giovani, vaccinati, sterilizzati e sani. Insomma una pacchia, chi si fa avanti?
Per ulteriori info e contatti cliccare su : http://ernesto.misha.cc/
martedì, gennaio 29, 2008
IN GABBIA SENZA MOTIVO *

Che ci crediate o no, questi due piccoli gatti di circa 7 mesi sono in gabbia dalla nascita. Sembra pazzesco ma è così.
Tristano e Isotta infatti vivono in una casa con 25 cani e non possono uscire per motivi di incolumità. Naturalmente non avendo avuto molti contatti con gli umani sono un po' timidi, vogliamo dargli la possiblità di recuperare?
Per info e adozioni potete andare qui. Se non potete adottare, almeno fate girare, grazie!
In Italia in gabbia non ci stanno nemmeno gli assassini, mica vorremo tenerci due teneri micetti no?
UPDATE
Le solite volontarie volenterose (vedi www.gattopoli.it) si sono mosse e alle parole hanno fatto seguire i fatti.
Tristano e Isotta sono ora a Modena, dove stanno curando Tristano per un otite. Il loro viaggio è stato lungo e faticoso ma ancora non sono a posto. Ora serve loro una casa, vediamo di fare qualcosa....pliiiiisss 
dettagli qui
giovedì, gennaio 24, 2008
E ANCHE LORO HANNO TROVATO CASA, E VAIIIIIIII !

La sfortunata Bacchetta di Napoli (vedi post e foto sotto), e il dolcissimo Puc di Roma (foto qui sopra), quello abbandonato con tanto di documenti e trasportino SONO STATI ADOTTATI!
Non è meraviglioso sapere che sono al caldo, coccolati e curati da qualcuno che li ama?
domenica, gennaio 20, 2008
APPELLO URGENTE
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Poco fa sul newsgroup ho letto una notizia drammatica relativa al rifugio gatti di Napoli, ovvero che il 14 gennaio nove gatti sono stati sbranati dai cani che di notte, in branco, circondano il rifugio. Una struttura che definire fatiscente è un complimento, tanti gatti da accudire, spese continue che una volontaria, Carmen, da sola non riece a sostenere e per "farcire" il tutto, cani affamati al di fuori del rifugio che riescono ad entrare nella debole struttura e che sbranano i poveri ospiti.
Purtroppo per problemi economici la signora che segue il gruppo di mici non è riuscita ad aggiustare la rete che è molto bassa. Il giorno dopo una persona è riuscita ad alzarla un po' e domani continua il lavoro, ma domani chissà, potrebbero esserci altre cattive notizie....
Al momento non si sa nemmeno quali gatti sono morti, forse proprio qualcuno per cui ho postato i giorni scorsi: la sfortunata Bacchetta, Penelope, il bellissimo Calzino (vedi post sotto), Emy, Natalino, Pimpi, Nek , Giada ecc.
Possibile che non si riesca a fare qualcosa????
E se proprio non riuscite ad adottare un miciotto almeno fate girare l'appello, laggiù (tra gli altri problemi), hanno bisogno di pappe, coperte, medicinali e materiale per aggiustare il rifugio!
Volentieri faccio quindi da ripetitore e vi invito a spedire quello che volete/potete al seguente indirizzo:
CARMEN STAIANO
Via Iannelli 494
80128 NAPOLI
Dettagli come sempre qui: www.gattopoli.it o direttamente qui: http://www.gattopoli.it/news/stanno-morendo-i-gatti-del-rifugio-di-napoli.html
domenica, gennaio 13, 2008
BATTETE KEVIN COSTNER SUL TEMPO!

Calzino (nella foto) è un giovane e dolce gattino di quasi un anno, già sterilizzato. E' un gatto mooooolto coccolone.
Calzino è stato trovato nel bidone della spazzatura a Napoli... Era in condizioni pietose e ora guardate cosa è diventato, un gatto stupendo che sta benissimo!
Se lo vedeva Kevin Costner con quei calzini bianchi e il pelo tigrato... mi sa che la parte del lupo la davano a lui...
Che gli manca? Indovinate un po'... Una casa, qualcuno a cui fare le fusa, qualcuno con cui giocare, un divano da colonizzare, insomma una famiglia! Ora è a Napoli, dove non esistono gattili, ma pur di accasarlo come si deve ve lo portano anche a Bolzano ;-)
Allora sbrigatevi a portarvelo a casa prima che Costner lo scritturi per il sequel di Balla coi lupi...;-)
NB - GLICINE (vedi post sotto) è stata adottata!
mercoledì, gennaio 09, 2008
GATTOPOLI *

Agostino è stato trovato a un mese di vita con un grosso ematoma sulla testa, sembrava stesse bene ma dopo qualche mese si sono manifestati i danni di quel trauma sotto orma di epilessia. Agostino non ha bisogno di molto, solo di qualcuno che si ricordi di dargli una pillolina 3 volte al giorno.
Il dolcissimo Puc di Roma, è stato abbandonato davanti a un gattile con il suo trasportino e i documenti da qualcuno che non voleva o non poteva più tenerlo ma ha voluto compiere questo ultimo atto con un minimo di attenzioni. E' un gatto di casa, sano, dolce, e non ha bisogno di niente se non di qualcuno cui affezionarsi di nuovo.
Bombolo, 3 anni, sempre di Roma, era in una famiglia che lo maltrattava ma è pronto a riprovarci con qualcuno che lo meriti e che lo tolga dall'ambiente triste del rifugio.
Glicine, splendida cucciolotta di 6 mesi, rischiava una brutta fine. La sua colpa? Solo quella di essere accudita, come altri randagi, da un signore la cui opera di volontariato felina non era apprezzata dai vicini di casa. Si trova a Torino e non può certo passare la vita in gabbia!
A Napoli qualcuno pensava che un gatto si potesse tenere sempre sul balcone, legato con una corda al collo. E' la vita che ha fatto Bacchetta (nella foto) per tre lunghi anni, prima di essere ricoverata in rifugio. Non c'è da stupirsi che sia triste, ma una famiglia e un po' di affetto farebbero miracoli!
Sempre a Napoli Felix uno splendido gattone black&white è stato defenestrato causa l'arrivo di un bimbo in casa. Incredibile, ma è così.
Tre gattini che sono una delizia, hanno già conosciuto la cattiveria umana, ma sono stati fortunati perchè qualcuno ha sentito i loro miagolii dentro il fustino di detersivo chiuso con nastro adesivo che qualcuno ha buttato nella spazzatura a Desio. Troppo piccoli per un gattile, hanno bisogno urgente di un tetto e di coccole per farli ricredere sulla natura umana.
E poi c'è Jerry, Julie, Ciccio, Cassandra, Ettore, Smippi, Kimba, le persiane Irina e Olga, e tanti altri, alcuni cuccioli altri adulti, alcuni bellissimi e altri con qualche difetto, ma tutti ugualmente amabili e riconoscenti se solo qualcuno offrirà loro l'occasione di dimostrarlo.
Non esiste niente al mondo come l'affetto disinteressato di un animale. Se fosse per me, li porterei a casa tutti, ma ho già i quattro mostri che sapete e tuttavia vorrei dare una mano ad accasare qualche altro peloso. Insomma cominciate l'anno bene facendo un giro su www.gattopoli.it o siti simili e date casa a un micio che vi riempirà la vita!
*UPDATE: Jerry ha trovato casa!!
**RI-UPDATE: Anche GLICINE (insieme a Mirtillo) è stata adottata!!
Chi sarà il prossimo?
venerdì, dicembre 21, 2007
IL MIRACOLO DI NATALE
(ovvero una gatta davvero fortunata)

A volte i miracoli accadono e se il paragone può sembrare irriguardoso, chiarisco subito che per miracolo intendo quella serie di eventi e coincidenze che si infilano una dietro l'altra in un meccanismo concatenato che di fortuito ha ben poco, almeno in termini di statistica.
Ancora non mi sembra vero, ma Sofi è tornata.
Incredibilmente e proprio nel momento in cui le speranze erano appese a un filo, abbiamo ritrovato la nostra gattina. Dov'era? Da ieri certamente dentro il cofano di un furgone, dove l'ha trovata il meccanico che oggi lo ha aperto per ripararlo, prima non ci è dato di sapere.
Dimagrita e indebolita ma con il suo solito indomito spirito, tempo qualche giorno e sono convinta tornerà come nuova.
Aveva ancora al collo l'indirizzo, cosa che ha permesso al meccanico di chiamarmi, e benedico la mia testardaggine nel ricomprare più e più volte i collarini che i gatti perdono più spesso del dovuto, non oso pensare se non l'avesse avuto!
Cmq tutto è bene ciò che finisce bene, almeno per Sofì c'è un lieto fine.
Anzi un secondo lieto fine, perchè a un mese e mezzo di vita Sofi era stata buttata in un cespuglio assolato, in un caldo giorno di maggio, insieme a quattro suoi fratelli che però erano stati amorevolmente raccolti il giorno prima.
Lei no. Ma un caso fortuito ha fatto sì che la stessa persona che aveva raccolto gli sventurati cuccioli, passasse di lì anche il giorno dopo e la notasse, salvandola da morte certa.
Dopo di che ha trovato casa, amore, cibo e protezione, fino alla disavventura di una settimana fa, dove sarebbe bastato che il proprietario di un furgone rimandasse la riparazione dello stesso a dopo le vacanze di Natale, o che il meccanico non avesse tempo di aggiustarlo, o che Sofi finisse in qualche cinghia del motore, o perdesse l'indirizzo, o che uscisse per strada e finisse investita, o.... chissà cos'altro.
E invece no. Persa a qualche chilometro da casa, Sofi viene ritrovata dal meccanico sottto casa, dentro un malconcio furgone che il proprietario, indeciso se rottamarlo o ripararlo per l'ennesima volta, opta per quest'ultima soluzione. Benedetta crisi della quarta settimana...
Insomma tutto è bene ciò che finisce bene, un pensiero ai gatti meno fortunati e uno alla buona stella di Sofi.
Auguri.
domenica, dicembre 16, 2007
SMARRIMENTI

Non la si trova più da giovedì pomeriggio.
Lei è (o forse era) Sofi, la mia pestifera, tenera, intelligentissima gattina adottata a maggio.
Abituata, come gli altri tre a scorazzare all'aperto di quando in quando, era lì intorno fino a mezz'ora prima e mezz'ora dopo, all'ora di andare a casa, non si è più trovata.
I suoi fratelli la cercano, miagolano per casa un po' spersi senza la capobanda, quella che iniziava sempre i giochi, che saliva ovunque, che si mangiava le torte se le lasciavo a raffreddare a portata di zampa. Indipendente, sempre attiva, pur essendo la metà di loro come dimensioni, era tenerissima con i fratelli, li leccava e coccolava a turno non lesinando le dovute zampate, quando esageravano.
Insomma mi manca. Manca a me come a tutti in casa, pelosi e non.
Sui motivi della scomparsa mi sto arrovellando il cervello. Esclusa la pista dell'allontanamento volontario in quanto sembra la meno probabile, escluso anche l'incidente non avendo trovato il.... corpo del reato, resta il rapimento, ipotesi che apre scenari anche inquietanti.
Se da una parte si può pensare all'idiozia pura di qualcuno che si porta a casa un gatto con tanto di collare e indirizzo, dall'altra foschi scenari di traffici ignobili sono lì a dare corpo alle paure più irrazionali di chi, come me, non ha risposte e che in fondo si sente un po' in colpa per aver dato così tanta libertà a delle creature indifese.
Le voci sono tante, i pareri pure, ma c'è solo da aspettare il miracolo di Natale.
Nel frattempo mette anche qui la foto con cui sto tappezzando la zona, e i siti dedicati agli animali. Per inciso, lo smarrimento è avvenuto a Milano, zona ospedale S.Carlo.
Si sa mai.
giovedì, dicembre 13, 2007
SFOGO
CHIUNQUE IMPEDISCA AD ALTRI DI MANIFESTARE IL PROPRIO CREDO RELIGIOSO A CAUSA NON GIA' DI CONSEGUENZE PRATICHE, MA SOLO IN VIRTU' DI POSSIBILI INSANABILI FERITE CAUSATE DA PRESUNTE OFFESE ALLA PROPRIA LAICITA' O ALTRA RELIGIONE
E' UN CRETINO
E BASTA.
venerdì, novembre 30, 2007
RICERCA & PAZIENZA

Il vento continua a turbinare, a volte qualcosa si posa e torna al suo posto, piccole tessere, al massimo medie, un percorso positivo che vorrei accelerare ben sapendo che otterrei l'esatto effetto contrario. Sono concentrata ma l'ansia mi divora: voglio i pezzi grandi, voglio le tessere grosse al suo posto. Una volte per tutte.
Almeno fino al prossimo, speriamo lontano, fortunale.
Intanto cerco. A metà tra l'irrequietezza da stress e il bisogno di qualcosa, cerco. Cerco di tutto, annuso, mi informo, scelgo e scarto, medito e metto da parte. Lascio decantare e poi improvvisamente decido senza più pensarci, perchè so che il punto di cottura è quello e basta.
La mia schiena non riga dritto. Anzi no, è la cervicale che non mi da tregua, colpa delle malocclusioni, anzi no, colpa dell'alluce valgo. Plantari in lega di titanio (almeno a giudicare dal preventivo), anzi no meglio un bite per i denti, almeno è più economico. Strana colonna la mia, con una vertebra dorsale in meno e una lombare in più. Sarà quello forse, ma intanto le mie vertebre si toccano, età, artrosi, meglio la ginnastica per la schiena, anzi, ho ancora giusto giusto un posto nel mio corso. A pagamento si intende.
C'è tensione, troppo stress, occorre sbloccare il diaframma, è la respirazione contratta che non va. Lo stress c'è, ma non passa di sicuro visto il costo di ogni seduta.
Dieta. E' il peso. Dipende dal carico sulla schiena. Dieta tradizionale o iperproteica, anzi no, naturista, quasi vegetariana, cricetosa. Il ferro non si ferma nel mio organismo ma è colpa dell'assimilazione. Del resto siamo quello che mangiamo. Sciroppi miracolosi a base di piante coltivate biologicamente con la musica classica in appartati monasteri francesi e direi che, a giudicare dal costo, la musica sia dal vivo. Suonata da Abbado in persona.
La postura non c'è dubbio. Il computer malefico, il divano, la tv, il cuscino. Di lana, di lattice, specifico per la cervicale, autoformante, di noccioli di ciliege. Senza cuscino. Chiudi le doghe, apri le doghe. Mah...io sono stanca comunque.
Yoga. Ecco se riequilibrio l'energia mentale forse mi passa, se poi riallineo i miei chakra chissà... Ma se devo far levatacce o strangolarmi per correre al corso.... non ha senso.
L'osteopata controlla la resistenza muscolare, mi scrocchia la schiena e mi da gocce per lo stomaco. E' da lì che nasce tutto, l'origine di ogni male articolare e non. Quindici giorni di dieta ipoglicemica: niente pasta, pane, riso, zucca, patate, legumi, latticini, zuccheri, succhi, dolci e alcolici. Un frutto al giorno al massimo e via. Proviamo anche questa.
E la caccia continua.
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