Webstat Free Counter Tracker
SetteVite


giovedì, febbraio 21, 2008
 

TREMATE TREMATE LE STREGHE SON TORNATE.
ANZI, NON SE NE SONO MAI ANDATE....

Ora basta.
Ora mi sono stancata.
Visto che in questo bellissimo, maledetto paese dove tutto va alla rovescia e non c'è pace, giustizia, riconoscimento e meno che mai premio per chi si impegna, investe, sopporta incredulo le maldicenze e alla fine, costretto, combatte con la legalità i colpi bassi e le ingiustizie, ora lancio uno dei miei famosi anatemi, te lo sei voluto e per dirlo alla napoletana: "e mo' so' cazzi...."

Schifoso essere intriso di malignità, malafade, falsità e cattiveria, infame, vigliacco, lurido escremento di immondo essere io non ti odio, perchè persino l'odio è sentimento troppo nobile per te che sei così abominevole da non avere sulla terra termine di paragone abbastanza infimo per definirti.
Non ti auguro di crepare perchè sarebbe troppo semplice, auspico invece per te un equo contrappasso.

Ti auguro perciò un anno di tregenda, sofferenze e guai per ogni giorno di pena che mi hai procurato, per ogni momento triste, per ogni volta che i problemi che ci hai dato ci hanno guastato l'atmosfera, reso tesa l'aria, per ogni volta che tutto questo ha generato litigi, distanze e incomprensioni.
 
Ti auguro un cancro per ogni momento rubato, per ogni volta che per colpa tua non ho fatto l'amore, non ho gustato la cena, per ogni mal di testa o di stomaco, per ogni volta che lo stress mi ha scombinato il metabolismo, rendendomi la vita ancora più difficile.
  
Ti auguro che ogni cosa a cui tieni ti sia portata via in modo violento, imprevisto, brutale e senza ritorno. Ti auguro che ti caschi il pisello, che nessuna donna ti guardi più, di perdere tutti i soldi, il lavoro e la faccia, che le persone che ancora ti parlano ti ignorino e che tu vada solo e remingo in una terra desolata, senza riparo, certezza o conforto.
  
Ti auguro rogna, problemi e sfiga massima per ogni attimo di vita che mi hai rubato, per ogni progetto abortito, per ogni momento di futuro negato o solo turbato dalla tua presenza.
 
Che tu sia maledetto ora e per sempre per ogni secondo di gioia inespressa, tarpata o mutilata a causa tua, per ogni istante di incertezza, per ogni decisione che non ho potuto prendere, per il freno che hai messo alla mia vita, allo slancio di fare, di cambiare, di crescere.
  
Che tu possa forare tutte e quattro le gomme della macchina in una notte di pioggia su una strada buia e deserta, che tu bagni fin al midollo, che scendendo dalla macchina pesti una cacca di dinosauro, scivoli e ci finisca dentro a faccia in giù, che ti becchi una broncopolmonite di cui gli strascichi ti accompagnino per sempre.
 
Che ti vada a fuoco la casa, la macchina, l'ufficio, che ti piombino addosso il Parkinson, la lebbra e l'incontinenza, che tu possa inciampare in un filo spinato e restarci appeso per le palle fino al giorno dopo, mentre un branco di negri sieropositivi fanno i loro porci comodi su di te.
 
Che tu veda tutti i tuoi sogni infranti irreparabilmente, che tutti i tuoi progetti malvagi ti si ritorcano contro centuplicati e che l'intera umanità, da oggi in avanti, si senta in diritto di fotterti in ogni modo possibile.
  
Che i tuoi affari vadano peggio ogni giorno di più, che tu non abbia scampo da una banda di strozzini albanesi e che soprattutto tu non sfugga alla loro ira.
Che ogni animale di questa terra ti fugga come la peste, a parte le zecche, le vipere e le zanzare tigre, che ogni piccione che abbia mangiato pesante pensi bene di liberarsi sulla tua testa, meglio se sul tuo vestito nuovo, che ti vomitino addosso i topi e gli scarafaggi e che al termine di ciò, tu possa scivolare dentro una vasca di letame maturo.
  
Che tu possa attraversare la strada in una notte scura e che un pirata della strada ubriaco, senza documenti, in contromano e senza targhe ti travolga lasciandoti a marcire sull'asfalto bagnato, ma non prima di esserti ripassato sopra con tutte e quatttro le ruote in retromarcia, giusto per controllare di non averti mancato.

E infine che il male in persona ti colga e ti colpisca con quanto di peggio esista e che non ho nominato, che il fulmine divino trafigga te e i tuoi degni compari, ma soprattutto che questa maledizione voli leggera e subdola dentro il tuo sonno di  bastardo e ti resti appiccicata da oggi e per il resto dei giorni di grama vita che sconterai  questa terra.

graffiato da GattaSofia | 01:30 | commenti (3) | Torna su